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LANUOVASTAGIOI
14 novembre 2007
Contro tutti i fascismi
POLITICA
Le responsabilità dell'Olocausto sono in parte anche italiane, di quegli italiani che indossavano camicie nere e gridavano me ne frego. Lo dico rientrando in Italia come l'ho detto ringraziando i duecentotrentasei  ragazzi che sono stati con me ad Auschwitz assieme a sei sopravvissuti a quell'orrore. Ma se abbiamo parlato del nazismo  questo non fa della Germania un cattivo Paese: la Germania e' un Paese straordinario e non dobbiamo dimenticare che parte delle colpe
ricadono anche sugli italiani.
Con noi c'era Piero Terracina che ieri ha festeggiato a Cracovia i suoi settantanove anni con un gesto semplice ma grandissimo. Piero ha scoperto, per la prima volta, il tatuaggio che ha ricevuto ad Auschwitz e ci ha detto di non averlo  mai fatto perchè aveva un desiderio fortissimo di vivere da persona normale, che cercava di nasconderlo. E oggi lo mostra senza vergogna e senza orgoglio.
Con noi c'era anche Goti Bauer che il tatuaggio lo ha cancellato chirurgicamente tanti anni fa, ma gli è rimasto dentro. "Ho l'anima tatuata", ci ha detto. Quel tatuaggio dovremmo averlo tutti, come monito contro tutti i fascismi.

Walter Veltroni




permalink | inviato da walter veltroni il 14/11/2007 alle 13:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
31 ottobre 2007
I lager sono tutti uguali
CULTURA
Ho visto le foto dei campi di concentramento di Pol Pot su un quotidiano.
Erano delle foto agghiaccianti, non diverse da quelle che tra dieci giorni troverò andando ad Auschwitz con gli studenti di alcune scuole di Roma.
Sono diversi i colori delle bandiere, sono diverse le motivazioni, ma le vite degli esseri umani sono le stesse. Dobbiamo ricordare tutti che gli orrori delle dittature che hanno represso le libertà individuali sono uguali a prescindere dalle bandiere che li hanno ispirati.
C'è un'irripetibilità della vita di chi era recluso nei campi che non merita di essere archiviata sotto una diversa specie in ragione delle motivazioni che hanno spinto a fare l'una cosa o l'altra, essendo la stessa: la riduzione della libertà, la soppressione della possibilità per un essere umano di vivere la propria vita, affermando le proprie idee o avendo la propria religione.
Serve coraggio nel rapporto con il comunismo. Quello che bisogna dichiarare per essere creduti, rispetto a ciò che è stata la storia del comunismo, si trova nella concreta vita di milioni di persone. Nessuno di noi ha il diritto di rimuovere ciò che è stato o di attribuire al tempo la possibilità
di rimuovere le tracce, anche morali, di ciò che è stato. Anche quei vertici impensabili del male che hanno finito per macchiare il mondo intero.

Walter Veltroni