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LANUOVASTAGIOI
19 dicembre 2007
I diritti civili in cui crede il Pd
SOCIETA'
Ho scritto al direttore di Repubblica, Ezio Mauro, questa lettera:


Caro direttore, non so, come ha scritto Mirian Mafai, se l'Italia odierna si possa definire meno laica rispetto a quella di quarant'anni fa. So che oggi vedo un Paese più moderno, dove i costumi e le relazioni tra le persone si informano a fondamentali principi di libertà, a un sostanziale rispetto dei diritti individuali e delle identità.

So che nella vita quotidiana i rapporti tra gli individui, e non solo tra le giovani generazioni, non somigliano a quelli tipici della società italiana di quarant'anni fa, quando provincialismo, moralismo e anche una buona dose di bigottismo erano molto diffusi.

Allora cominciarono avanguardie e movimenti a introdurrenell'agenda politica temi e conquiste che si imposero poi nella società. Oggi, come nel caso delle coppie di fatto richiamato dall'articolo di Mafai, è la politica ad essere chiamata a dare risposte legislative adeguate e moderne, in linea con il costume, il sentire diffuso, i cambiamenti della società. La politica deve riuscire a far questo, e il Parlamento è il luogo naturale dove confrontare i diversi convincimenti, le diverse idee e sensibilità che attraversano il Paese. Nell'unico modo possibile e in grado di condurre ad una soluzione il più possibile condivisa: in un clima di autentico rispetto, di dialogo vero, di consapevolezza che su temi come questi, che riguardano anche i dettami della coscienza, si sgomberi davvero il terreno da integralismi e fondamentalismi, e si possa serenamente affermare il basilare principio della laicità. Laicità delle istituzioni repubblicane, laicità dei comportamenti e delle posizioni individuali, tanto più preziosa quando si affrontano i complessi nodi delle questioni eticamente sensibili. E c'è l'occasione del dibattito sui CUS, che ritengo siano un'ottima base su cui insieme riflettere.

A Roma, dove l'altro giorno il Consiglio Comunale non è riuscito ad approvare nessun atto sul tema delle "Unioni civili", è successo il contrario. Ma ad essere sconfitto, vorrei dire a Miriam, non è stato il Partito democratico, che anzi, tutto insieme, ha cercato di offrire, attraverso un ordine del giorno coraggioso ed equilibrato, un terreno di confronto avanzato, serio e rispettoso di tutte le sensibilità. La sconfitta è stata un'altra. Vittima di integralismie forzature di vario genere è stata la possibilità (reale) di far sì che la città di Roma chiedesse a voce alta al Parlamento di dare una risposta adeguata e moderna alle aspettative di tanta parte della società, impegnandosi, dal canto suo, a rafforzare tutti gli strumenti già esistenti (a legislazione vigente) contro le discriminazioni e per la tutela dei diritti delle persone, con il criterio della "famiglia anagrafica". A Roma, in questi anni e senza proclami, i diritti sono stati tutelati e rafforzati (con strumenti come questo che le attuali leggi consentono ai Comuni) a favore di nuclei familiari di fatto su aspetti fondamentali nella vita delle persone: le domanda per alloggi popolari, le graduatorie per gli asili nido, alcuni servizi per anziani.
Sulle due delibere di iniziativa popolare e consiliare, la cui eventuale approvazione non avrebbe avuto nient'altro che un mero valore simbolico, senza poter migliorare di una virgola la condizione di vita delle coppie di fatto, non c'era una maggioranza sicura e comunque il loro contenuto era legittimo ma discutibile e non da tutti condiviso. Per questo il gruppo del Pd aveva presentato il suo ordine del giorno, che aveva esattamente lo scopo di non lasciare afasica su questo tema l'Aula Giulio Cesare. Non mi stupisce l'atteggiamento ostile della destra, che tranne alcune eccezioni ha dimostrato poca sensibilità su temi che riguardano la vita delle persone e la lotta ad ogni discriminazione. Comprendo meno, sinceramente, gli interventi letti sul settimanale allegato al quotidiano "Avvenire", contrari alla presentazione dell'ordine del giorno. Rispetto le opinioni e le sensibilità di tutti, ritengo non solo legittimi mafecondi per la politicainterventi e pronunciamenti della Chiesa, ma l'autonomia e la laicità dello Stato e delle istituzioni non possono essere messi in discussione. E comprendoancora meno, con altrettanta sincerità, il comportamento dei gruppi consiliari della sinistra radicale, chefacendo mancare il loro voto favorevole, hanno impedito l'approvazione dell'ordine del giorno presentato dal Partito democratico. O forse riesco a comprenderlo in un'ottica molto più piccola rispetto ai temi in discussione, alla luce di dichiarazioni di esponenti di questa area più legate a questioni di politica nazionale che al merito della cosa. La questione delle Unioni civili, insomma, come una bandiera da agitare, come un pretesto per obiettivi lontani dalle esigenze di civiltà affermate.

In questo senso dovrebbe far riflettere anche la scarsa partecipazione di cittadini alla manifestazione convocata dai promotori delle delibere.
Per questo dico che ad essere sconfitto nonè stato il Pd, che anzi in un passaggio così delicato ha dimostrato intelligente compattezza, senso di responsabilità e autentica laicità. Quella laicità che lacittà diRoma vuole tutelare. E che l'approvazione del documento proposto avrebbe appunto contribuito a tutelare, lungo la linea tracciata con chiarezza in questi anni. Non so se quarant'anni fa sarebbe stato possibile dedicare una via ad omosessuali vittime di violenza e pregiudizi omofobi o se un'Amministrazione Comunale si sarebbe costituita parte civile a favore di queste vittime. E non so se si sarebbero dati i patrocini dell'Assessorato alle pari opportunità all'annuale appuntamento di Piazza Farnese. Questo, a Roma, accade e continuerà ad accadere, senza bisogno di brandire le armi dell'intolleranza o dell'integralismo, procedendo con i soli strumenti possibili ed efficaci: quelli del libero ascolto, del civile dialogo, del laico confronto che nasce dal rispetto del ruolo delle istituzioni e dei convincimenti di tutti e di ciascuno.

Walter Veltroni

28 novembre 2007
Primarie a primavera
POLITICA
I giovani che più credono nel Pd, sinistra giovanile, giovani della margherita, singole associazioni che non si sono mai impegnate a fianco di un partito, mi hanno scritto una lettera per chiedere di essere coinvolti nel Pd a pieno titolo.
Io gli ho risposto poi, con Dario Franceschini, gli abbiamo proposto di organizzare le primarie di primavera. Il video della conferenza in cui assieme a loro abbiamo presentato la proposta lo trovate sul sito dei DS, sul blog dei fermenti democratici e presto su la nuova stagione.

Care ragazze, cari ragazzi,

il Partito Democratico fin dalla sua nascita ha voluto coinvolgere i giovani ad ogni livello. Al momento di definire le regole di svolgimento delle primarie abbiamo deciso di coinvolgere anche i minorenni. Per la prima volta nella storia della politica italiana si è potuto votare a 16 anni e ancora più importante, ci si è potuti candidare.

Durante le primarie ho chiesto ai candidati impegnati nelle liste al mio fianco di distribuire davanti alle scuole una mia lettera. Per invitare i ragazzi ad andare a votare. È stato un momento importante e bello. Un lunedì mattina in cui in tutta Italia siamo andati incontro ai più giovani, confrontandoci, accogliendo anche lo scetticismo di chi fra loro pensava a una chiamata strumentale. Non è così. I giovani sono un patrimonio, una delle risorse più importanti per l’Italia, per questo credo che anche alle amministrative si possa votare a 16 anni.

Nella vostra lettera parlate d’interesse generale. Secondo un sondaggio condotto dal New York Times con la CBS e MTV, il 54% dei votanti tra i 17 e i 29 anni negli Stati Uniti voterebbe per i Democratici. Le domande condotte hanno riguardato i diritti civili, il sistema sanitario, i nuovi immigrati, i temi etici.

Sono questi i temi del Pd. Nel Partito democratico svilupperemo assieme le culture della legalità, dell'ambiente, coltiveremo un sistema di valori che include la solidarietà e il rispetto degli altri. Incontro di continuo centinaia di ragazze e ragazzi, e non condivido la rappresentazione che se ne da. Pochi episodi, a volte gravi, sono usati per mettere un marchio sulle giovani generazioni senza considerare le migliaia di ragazze e ragazzi che studiano, lavorano, hanno valori profondi, fanno volontariato e si impegnano nelle attività culturali. In questo caso vale il principio per cui fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Invece bisogna fare attenzione alla foresta che cresce.

Per fortuna, diversamente da come la pensano gli adulti, sono vive in voi le parole di Bob Dylan: “Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro”.

Penso ai vostri coetanei di Addio Pizzo: hanno scelto di fare acquisti solo presso i negozianti palermitani che rifiutano di versare denaro alla mafia. Quei ragazzi stanno restituendo a degli imprenditori la loro libertà, quella di agire lealmente sul mercato.

Il Partito Democratico ha bisogno dei vostri sogni, delle vostre speranze, della vostra voglia di futuro. Deve avvicinarsi a quelli che oggi hanno sfiducia nella politica. Dobbiamo dirgli assieme di “essere loro la politica”, come hanno fatto i loro coetanei candidatisi ed eletti alla nostra Assemblea Costituente.

Per questo spero che in primavera si possano tenere le primarie dei giovani, aperte agli italiani nuovi e ai nuovi italiani, quegli immigrati di seconda generazione a cui si devono riconoscere diritti certi. È necessario che i giovani possano da subito sperimentare il confronto, e il meccanismo delle primarie mi sembra quello ideale.

Non per descrivervi, come fanno spesso gli istituti di ricerca, né per dare di voi la rappresentazione che vogliamo, la copia in sedicesimo di altre strutture, replicandone pregi e difetti.

Vorrei definissimo assieme le regole per partecipare, poi le primarie di primavera faranno venire alla luce la ricchezza nella diversità, la capacità di portare in politica, prendendole a prestito dalla vita di tutti i giorni, le vostre esperienze di comunità: a scuola, in rete, nelle università, nelle associazioni, sui luoghi di lavoro, per poi vedervi partecipare alla vita del Pd in base alle vostre capacità e conoscenze e non per una compensazione anagrafica.

Penso alle migliaia di professionisti in maggioranza “under 30” che lavorano nelle aziende italiane confrontandosi quotidianamente con la flessibilità, alle decine di factory che portano avanti progetti culturali creati e seguiti da giovani di talento, ai ricercatori universitari che sanno benissimo come il sapere dovrebbe stare a cuore ad ogni parte politica, ai tanti giovani che hanno smesso di studiare e lavorano duramente senza interessarsi di politica perché pensano che non discuteremo mai di quello di cui parlano la sera a tavola: le tasse, come arrivare a fine mese, i problemi dell’assistenza sociale.

Non so ancora come sarà questo movimento. Lo decideremo assieme.

Di sicuro dovrà partire dalla Sinistra Giovanile e dai giovani della Margherita. Di sicuro dovrà coinvolgere i ragazzi che rappresentano una risorsa per il Paese e che hanno voglia di affacciarsi per la prima volta alla politica. Persone che sono nate senza conoscere i grandi partiti da cui proveniamo.

Per questo immagino una costellazione di strumenti, più cose diverse, per parlare a più ragazzi possibile. Per questo immagino un movimento nuovo, aperto, una rete fatta di nodi interscambiabili, in grado di sollecitare e valorizzare anche in politica le energie che vi contraddistinguono. Una rete che si rivolgerà ai giovani in tanti modi: dall’agorà di internet e dagli incontri sul territorio, fino a una webradio, cortometraggi, mobilitazioni via sms.

Le primarie di primavera arricchiranno il Partito Democratico dei giovani italiani, e delle loro idee rendendolo ancora di più una forza innovativa e contemporanea.

Per questo il futuro sarà soprattutto il vostro.

La scommessa è fare, insieme, un paese diverso, un’Italia nuova.

Walter Veltroni
28 novembre 2007
Primarie a primavera
POLITICA
I giovani che più credono nel Pd, sinistra giovanile, giovani della margherita, singole associazioni che non si sono mai impegnate a fianco di un partito, mi hanno scritto una lettera per chiedere di essere coinvolti nel Pd a pieno titolo.
Io gli ho risposto poi, con Dario Franceschini, gli abbiamo proposto di organizzare le primarie di primavera. Il video della conferenza in cui assieme a loro abbiamo presentato la proposta lo trovate sul sito dei DS, sul blog dei fermenti democratici e presto su la nuova stagione.

Care ragazze, cari ragazzi,

il Partito Democratico fin dalla sua nascita ha voluto coinvolgere i giovani ad ogni livello. Al momento di definire le regole di svolgimento delle primarie abbiamo deciso di coinvolgere anche i minorenni. Per la prima volta nella storia della politica italiana si è potuto votare a 16 anni e ancora più importante, ci si è potuti candidare.

Durante le primarie ho chiesto ai candidati impegnati nelle liste al mio fianco di distribuire davanti alle scuole una mia lettera. Per invitare i ragazzi ad andare a votare. È stato un momento importante e bello. Un lunedì mattina in cui in tutta Italia siamo andati incontro ai più giovani, confrontandoci, accogliendo anche lo scetticismo di chi fra loro pensava a una chiamata strumentale. Non è così. I giovani sono un patrimonio, una delle risorse più importanti per l’Italia, per questo credo che anche alle amministrative si possa votare a 16 anni.

Nella vostra lettera parlate d’interesse generale. Secondo un sondaggio condotto dal New York Times con la CBS e MTV, il 54% dei votanti tra i 17 e i 29 anni negli Stati Uniti voterebbe per i Democratici. Le domande condotte hanno riguardato i diritti civili, il sistema sanitario, i nuovi immigrati, i temi etici.

Sono questi i temi del Pd. Nel Partito democratico svilupperemo assieme le culture della legalità, dell'ambiente, coltiveremo un sistema di valori che include la solidarietà e il rispetto degli altri. Incontro di continuo centinaia di ragazze e ragazzi, e non condivido la rappresentazione che se ne da. Pochi episodi, a volte gravi, sono usati per mettere un marchio sulle giovani generazioni senza considerare le migliaia di ragazze e ragazzi che studiano, lavorano, hanno valori profondi, fanno volontariato e si impegnano nelle attività culturali. In questo caso vale il principio per cui fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Invece bisogna fare attenzione alla foresta che cresce.

Per fortuna, diversamente da come la pensano gli adulti, sono vive in voi le parole di Bob Dylan: “Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro”.

Penso ai vostri coetanei di Addio Pizzo: hanno scelto di fare acquisti solo presso i negozianti palermitani che rifiutano di versare denaro alla mafia. Quei ragazzi stanno restituendo a degli imprenditori la loro libertà, quella di agire lealmente sul mercato.

Il Partito Democratico ha bisogno dei vostri sogni, delle vostre speranze, della vostra voglia di futuro. Deve avvicinarsi a quelli che oggi hanno sfiducia nella politica. Dobbiamo dirgli assieme di “essere loro la politica”, come hanno fatto i loro coetanei candidatisi ed eletti alla nostra Assemblea Costituente.

Per questo spero che in primavera si possano tenere le primarie dei giovani, aperte agli italiani nuovi e ai nuovi italiani, quegli immigrati di seconda generazione a cui si devono riconoscere diritti certi. È necessario che i giovani possano da subito sperimentare il confronto, e il meccanismo delle primarie mi sembra quello ideale.

Non per descrivervi, come fanno spesso gli istituti di ricerca, né per dare di voi la rappresentazione che vogliamo, la copia in sedicesimo di altre strutture, replicandone pregi e difetti.

Vorrei definissimo assieme le regole per partecipare, poi le primarie di primavera faranno venire alla luce la ricchezza nella diversità, la capacità di portare in politica, prendendole a prestito dalla vita di tutti i giorni, le vostre esperienze di comunità: a scuola, in rete, nelle università, nelle associazioni, sui luoghi di lavoro, per poi vedervi partecipare alla vita del Pd in base alle vostre capacità e conoscenze e non per una compensazione anagrafica.

Penso alle migliaia di professionisti in maggioranza “under 30” che lavorano nelle aziende italiane confrontandosi quotidianamente con la flessibilità, alle decine di factory che portano avanti progetti culturali creati e seguiti da giovani di talento, ai ricercatori universitari che sanno benissimo come il sapere dovrebbe stare a cuore ad ogni parte politica, ai tanti giovani che hanno smesso di studiare e lavorano duramente senza interessarsi di politica perché pensano che non discuteremo mai di quello di cui parlano la sera a tavola: le tasse, come arrivare a fine mese, i problemi dell’assistenza sociale.

Non so ancora come sarà questo movimento. Lo decideremo assieme.

Di sicuro dovrà partire dalla Sinistra Giovanile e dai giovani della Margherita. Di sicuro dovrà coinvolgere i ragazzi che rappresentano una risorsa per il Paese e che hanno voglia di affacciarsi per la prima volta alla politica. Persone che sono nate senza conoscere i grandi partiti da cui proveniamo.

Per questo immagino una costellazione di strumenti, più cose diverse, per parlare a più ragazzi possibile. Per questo immagino un movimento nuovo, aperto, una rete fatta di nodi interscambiabili, in grado di sollecitare e valorizzare anche in politica le energie che vi contraddistinguono. Una rete che si rivolgerà ai giovani in tanti modi: dall’agorà di internet e dagli incontri sul territorio, fino a una webradio, cortometraggi, mobilitazioni via sms.

Le primarie di primavera arricchiranno il Partito Democratico dei giovani italiani, e delle loro idee rendendolo ancora di più una forza innovativa e contemporanea.

Per questo il futuro sarà soprattutto il vostro.

La scommessa è fare, insieme, un paese diverso, un’Italia nuova.

Walter Veltroni
14 ottobre 2007
A urne chiuse...dite la vostra!
POLITICA
In alcune parti d'Italia si sta ancora votando, ma in molte città l'orario delle 20 è rispettato. Questa notte insieme al Comitato anche il sito farà gli straordinari. Teneteci compagnia dalla rete, raccontateci le vostre impressioni sulle primarie.

PS: ieri andando a Ventotene abbiamo consegnato tutti i commenti sull'alfabeto democratico a Veltroni. Le prove sono qui. E naturalmente avevamo seguito con piacere l'inziativa del pd Fucecchio, i nostri primi ispiratori.
10 ottobre 2007
Le parole del Pd
SOCIETA'
Mancano tre giorni alla super-domenica delle primarie e prima di andare a votare vorremmo
chiedervi ancora una cosa. In queste settimane abbiamo chiesto a tutti un contributo su quali debbano essere le parole-chiave del PD. Lo abbiamo fatto in occasione dell'incontro con i sedicenni di Villa Torlonia abbiamo distribuito la copia dei tags del discorso tenuto da Veltroni al Lingotto a giugno. Abbiamo lasciato un blocchetto di post-it  e molti dei ragazzi li consegneranno. con sopra le proprie parole,a Veltroni. Lo faranno sabato a Ventotene. Chiediamo oggi a tutti i frequentatori del blog di fare altrettanto. Commentando il post scrivete la parola che secondo voi il pd dovrà far sua. Sabato consegneremo questo nuovo alfabeto a Veltroni

Vinicio Peluffo, Alberto Losacco


PS: i tag del discorso del Lingotto sono questi e sono tratti da questo link:


















30 settembre 2007
Voglia di futuro. Tanta
SOCIETA'
Oggi facciamo un po' come ci pare. Ho cominciato così l’incontro di giovedì scorso a Villa Torlonia con almeno 200 sedicenni che per la prima volta potranno votare grazie alla Primarie. Siamo stati due ore a parlare, con domande, risposte, spunti di riflessione che possono sorprendere solo chi ha dei ragazzi l'immagine parziale e sbagliata con cui vengono dipinti. Ragazzi che vengono descritti troppo spesso in senso negativo dai  mass media, mentre sono capaci di dare tantissimo. Siamo noi a dipingerli di grigio, ma quelli grigi non sono i ragazzi ma noi grandi, spesso logorati anche da un modo sbagliato di fare politica.Ho detto loro ciò che pensavo quando ho cominciato il mio impegno politico alla loro età e che ancora penso: la politica quando diventa mestiere è brutta come poche altre cose, ma se è bella è quella che ha cambiato il mondo. Troppo spesso
tende a diventare una fabbrica di potere ed invece va cambiata per mostrare che il potere non è un fine ma un mezzo necessario per fare le cose che si credono giuste. C’erano studenti, ragazzi disabili, giovanissimi dediti al volontariato, provenienti da diverse parti d’Italia, come il gruppo di Addio Pizzo, che da Palermo ci stanno insegnando come tutti possono combattere la mafia, quelli della Fondazione Falcone, tanti immigrati e anche dei ragazzi venuti da Scampia per essere coinvolti nelle scelte del loro futuro.  Così abbiamo potuto parlare di quei temi che non troviamo
mai sui giornali con un giusto spazio: la politica estera e la tutela dei diritti umani, l’aiuto ai disabili e gli impegni per il loro inserimento, la scuola intesa non solo come programmi e libri ma come occasione per stare insieme, riflettere, ascoltare. Non sono mancate le domande sull’antipolitica. Ecco, per me ci sono due tipi di antipolitica. Quella che dà voce al malumore ed  è manifestazione di un malessere. Poi c'è anche l'antipolitica della politica che alimenta da sola certi sentimenti: è invasiva, onnipresente, si chiude e parla un linguaggio tutto suo, nel basket si chiama il “tagliafuori” e per di più parla questo lessico arido, in cui non ci sono ideali e valori. Il Pd che immagino sarà il luogo di una politica forte, capace di decisioni, ma allo stesso tempo lieve, con meno voglia di occupare gli spazi dei consigli di amministrazione. L’ho detto ai ragazzi ma vale per tutti: partecipiamo la politica e partecipandola cambiamola.

Walter Veltroni



permalink | inviato da walter veltroni il 30/9/2007 alle 19:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (123) | Versione per la stampa
24 settembre 2007
Il PD sorprenderà e spiazzerà
POLITICA

Non so quale sarà l'esito della consultazione del 14 ottobre, ma di una cosa sono certo, e la voglio dire sin d'ora perché tutti l'abbiano chiara: il PD sarà un partito che sorprenderà e spiazzerà, perché farà scelte non
classificabili secondo i canoni tradizionali della politica italiana. Farà scelte sulla base della capacità delle sue decisioni di dare risposte concrete e non ideologiche alle domande reali degli italiani.
E sarà un partito pluralista, perché un grande partito è per definizione tale; ma non sarà un partito di "ex", perché dal 15 ottobre comincia un'altra storia: nasce un partito nuovo, un luogo dove ci sarà una pluralità
di punti di vista, di teste, di culture, ma senza ossificazioni, senza correnti.
E a un qualsiasi ragazzo che entrerà in una sede del Partito Democratico, tanto per capirci, nessuno dovrà mai permettersi di chiedere con chi si schiera, "da che parte sta". Quella che comincerà, ripeto, è un'altra
storia.

Walter Veltroni

21 settembre 2007
E intanto a via della Lega Lombarda...
POLITICA

Mancano poco più  di 3 settimane al 14 ottobre e l'attenzione cresce di continuo: speriamo sinceramente che le primarie si trasformino davvero in una grande festa con tantissimi
partecipanti. Giovani, anziani, italiani, immigrati, lavoratori, appassionati di politica e persone che operano nel volontariato,nell'università, studenti e professori, professionisti e lavoratori dipendenti. Insomma il partito democratico dovrà essere, come ha detto Veltroni, il partito di
tutti coloro che vorranno contribure a costruirlo.
Qui al comitato ogni giorno tantissime persone chiamano, chiedono, si informano e vogliono partecipare: ci sono anche le critiche e quelle tentiamo di ascoltarle tutte;per questo speriamo che vadano a votare alle  primarie anche quanti manifestano la loro insoddisfazione verso la "politica" nel suo complesso. 
Mentre Veltroni percorre l'Italia con Franceschini, illustrando le proposte per fare del Pd qualcosa
di veramente nuovo, qui i volontari si affollano fino a tardi. È bello vedere tanti giovani passare le ore  qui,impegnatissimi tra telefonate, documenti da ultimare, riunioni e molto altro. C'è tanto entusiasmo.
Le idee che vengono sono a volte sorprendenti. I ragazzi stanno lavorando sulle inziative rivolte alle ragazze e ai ragazzi che per la prima volta potranno votare a 16 anni. Cerchiamo di coinvolgerli, non solo come elettori.
L'appuntamento è per il 27 Settembre, per saperne di più, come sempre, continuate a seguire www.lanuovastagione.it

Vinicio Peluffo
Alberto Losacco

15 settembre 2007
la prima tessera dal Pd
LAVORO
La tessera numero 1 del futuro Partito Democratico andrà ad un ragazzo e non a un industriale. Non cè ancora nessuna tessera del Partito Democratico perche' non c'è ancora nessun Partito Democratico, ma quella di Carlo De Benedetti fu una battuta, l'ho detto anche oggi. Se sarò eletto segretario consegnerò la prima tessera ad uno dei quei tanti ragazzi che studiano, lavorano, che sono precari e che si fanno in quattro per andare avanti.

Walter Veltroni

13 settembre 2007
Europa & PD
politica estera
 La creazione a Bruxelles del comitato a sostegno della mia candidatura come futuro segretario del Partito Democratico è importante e significativa.
Non solo perchè rappresenta simbolicamente l'impegno che gli italiani residenti all'estero stanno mettendo nella costruzione del Partito Democratico, un segno della forza del progetto che stiamo contribuendo a creare tutti insieme. Ma anche perchè Bruxelles, che ospita tantissimi italiani emigrati da tanto tempo in Belgio, è allo stesso tempo la città simbolo delle istituzioni dell'Unione Europea quindi, di una parte importante di quella che, a mio parere, deve essere l'identità del futuro partito democratico.
Un partito democratico convintamente europeista.
Ho trascorso una legislatura al Parlamento europeo perciò il comitato di Bruxelles assume per me un ulteriore significato: oltre al coinvolgimento della comunità italiana sparsa sul territorio vi sono coinvolti anche i rappresentanti nelle istituzioni comunitarie che hanno maturato in questi anni capacità e professionalità preziose per il futuro del Paese. Si sono festeggiati i 50 anni dei Trattati di Roma e io credo che l'Europa deve riuscire a riprendere il suo cammino di integrazione e dotarsi di un Trattato costituzionale che le permetta di funzionare e assumere il ruolo di attore internazionale e portatore di diritti come richiesto da piu' parti. E' un impegno forte di questo Governo di centrosinistra e deve essere l'impegno del nuovo soggetto politico che andiamo costruendo insieme. Auguro agli amici di Bruxelles, a cui ho scritto una lettera, buon lavoro, convinto che grazie anche al loro impegno si possa conseguire una grande partecipazione per l'appuntamento delle primarie del prossimo 14 ottobre.


Walter Veltroni

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permalink | inviato da walter veltroni il 13/9/2007 alle 10:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa