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LANUOVASTAGIOI
28 novembre 2007
Primarie a primavera
POLITICA
I giovani che più credono nel Pd, sinistra giovanile, giovani della margherita, singole associazioni che non si sono mai impegnate a fianco di un partito, mi hanno scritto una lettera per chiedere di essere coinvolti nel Pd a pieno titolo.
Io gli ho risposto poi, con Dario Franceschini, gli abbiamo proposto di organizzare le primarie di primavera. Il video della conferenza in cui assieme a loro abbiamo presentato la proposta lo trovate sul sito dei DS, sul blog dei fermenti democratici e presto su la nuova stagione.

Care ragazze, cari ragazzi,

il Partito Democratico fin dalla sua nascita ha voluto coinvolgere i giovani ad ogni livello. Al momento di definire le regole di svolgimento delle primarie abbiamo deciso di coinvolgere anche i minorenni. Per la prima volta nella storia della politica italiana si è potuto votare a 16 anni e ancora più importante, ci si è potuti candidare.

Durante le primarie ho chiesto ai candidati impegnati nelle liste al mio fianco di distribuire davanti alle scuole una mia lettera. Per invitare i ragazzi ad andare a votare. È stato un momento importante e bello. Un lunedì mattina in cui in tutta Italia siamo andati incontro ai più giovani, confrontandoci, accogliendo anche lo scetticismo di chi fra loro pensava a una chiamata strumentale. Non è così. I giovani sono un patrimonio, una delle risorse più importanti per l’Italia, per questo credo che anche alle amministrative si possa votare a 16 anni.

Nella vostra lettera parlate d’interesse generale. Secondo un sondaggio condotto dal New York Times con la CBS e MTV, il 54% dei votanti tra i 17 e i 29 anni negli Stati Uniti voterebbe per i Democratici. Le domande condotte hanno riguardato i diritti civili, il sistema sanitario, i nuovi immigrati, i temi etici.

Sono questi i temi del Pd. Nel Partito democratico svilupperemo assieme le culture della legalità, dell'ambiente, coltiveremo un sistema di valori che include la solidarietà e il rispetto degli altri. Incontro di continuo centinaia di ragazze e ragazzi, e non condivido la rappresentazione che se ne da. Pochi episodi, a volte gravi, sono usati per mettere un marchio sulle giovani generazioni senza considerare le migliaia di ragazze e ragazzi che studiano, lavorano, hanno valori profondi, fanno volontariato e si impegnano nelle attività culturali. In questo caso vale il principio per cui fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Invece bisogna fare attenzione alla foresta che cresce.

Per fortuna, diversamente da come la pensano gli adulti, sono vive in voi le parole di Bob Dylan: “Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro”.

Penso ai vostri coetanei di Addio Pizzo: hanno scelto di fare acquisti solo presso i negozianti palermitani che rifiutano di versare denaro alla mafia. Quei ragazzi stanno restituendo a degli imprenditori la loro libertà, quella di agire lealmente sul mercato.

Il Partito Democratico ha bisogno dei vostri sogni, delle vostre speranze, della vostra voglia di futuro. Deve avvicinarsi a quelli che oggi hanno sfiducia nella politica. Dobbiamo dirgli assieme di “essere loro la politica”, come hanno fatto i loro coetanei candidatisi ed eletti alla nostra Assemblea Costituente.

Per questo spero che in primavera si possano tenere le primarie dei giovani, aperte agli italiani nuovi e ai nuovi italiani, quegli immigrati di seconda generazione a cui si devono riconoscere diritti certi. È necessario che i giovani possano da subito sperimentare il confronto, e il meccanismo delle primarie mi sembra quello ideale.

Non per descrivervi, come fanno spesso gli istituti di ricerca, né per dare di voi la rappresentazione che vogliamo, la copia in sedicesimo di altre strutture, replicandone pregi e difetti.

Vorrei definissimo assieme le regole per partecipare, poi le primarie di primavera faranno venire alla luce la ricchezza nella diversità, la capacità di portare in politica, prendendole a prestito dalla vita di tutti i giorni, le vostre esperienze di comunità: a scuola, in rete, nelle università, nelle associazioni, sui luoghi di lavoro, per poi vedervi partecipare alla vita del Pd in base alle vostre capacità e conoscenze e non per una compensazione anagrafica.

Penso alle migliaia di professionisti in maggioranza “under 30” che lavorano nelle aziende italiane confrontandosi quotidianamente con la flessibilità, alle decine di factory che portano avanti progetti culturali creati e seguiti da giovani di talento, ai ricercatori universitari che sanno benissimo come il sapere dovrebbe stare a cuore ad ogni parte politica, ai tanti giovani che hanno smesso di studiare e lavorano duramente senza interessarsi di politica perché pensano che non discuteremo mai di quello di cui parlano la sera a tavola: le tasse, come arrivare a fine mese, i problemi dell’assistenza sociale.

Non so ancora come sarà questo movimento. Lo decideremo assieme.

Di sicuro dovrà partire dalla Sinistra Giovanile e dai giovani della Margherita. Di sicuro dovrà coinvolgere i ragazzi che rappresentano una risorsa per il Paese e che hanno voglia di affacciarsi per la prima volta alla politica. Persone che sono nate senza conoscere i grandi partiti da cui proveniamo.

Per questo immagino una costellazione di strumenti, più cose diverse, per parlare a più ragazzi possibile. Per questo immagino un movimento nuovo, aperto, una rete fatta di nodi interscambiabili, in grado di sollecitare e valorizzare anche in politica le energie che vi contraddistinguono. Una rete che si rivolgerà ai giovani in tanti modi: dall’agorà di internet e dagli incontri sul territorio, fino a una webradio, cortometraggi, mobilitazioni via sms.

Le primarie di primavera arricchiranno il Partito Democratico dei giovani italiani, e delle loro idee rendendolo ancora di più una forza innovativa e contemporanea.

Per questo il futuro sarà soprattutto il vostro.

La scommessa è fare, insieme, un paese diverso, un’Italia nuova.

Walter Veltroni
28 novembre 2007
Primarie a primavera
POLITICA
I giovani che più credono nel Pd, sinistra giovanile, giovani della margherita, singole associazioni che non si sono mai impegnate a fianco di un partito, mi hanno scritto una lettera per chiedere di essere coinvolti nel Pd a pieno titolo.
Io gli ho risposto poi, con Dario Franceschini, gli abbiamo proposto di organizzare le primarie di primavera. Il video della conferenza in cui assieme a loro abbiamo presentato la proposta lo trovate sul sito dei DS, sul blog dei fermenti democratici e presto su la nuova stagione.

Care ragazze, cari ragazzi,

il Partito Democratico fin dalla sua nascita ha voluto coinvolgere i giovani ad ogni livello. Al momento di definire le regole di svolgimento delle primarie abbiamo deciso di coinvolgere anche i minorenni. Per la prima volta nella storia della politica italiana si è potuto votare a 16 anni e ancora più importante, ci si è potuti candidare.

Durante le primarie ho chiesto ai candidati impegnati nelle liste al mio fianco di distribuire davanti alle scuole una mia lettera. Per invitare i ragazzi ad andare a votare. È stato un momento importante e bello. Un lunedì mattina in cui in tutta Italia siamo andati incontro ai più giovani, confrontandoci, accogliendo anche lo scetticismo di chi fra loro pensava a una chiamata strumentale. Non è così. I giovani sono un patrimonio, una delle risorse più importanti per l’Italia, per questo credo che anche alle amministrative si possa votare a 16 anni.

Nella vostra lettera parlate d’interesse generale. Secondo un sondaggio condotto dal New York Times con la CBS e MTV, il 54% dei votanti tra i 17 e i 29 anni negli Stati Uniti voterebbe per i Democratici. Le domande condotte hanno riguardato i diritti civili, il sistema sanitario, i nuovi immigrati, i temi etici.

Sono questi i temi del Pd. Nel Partito democratico svilupperemo assieme le culture della legalità, dell'ambiente, coltiveremo un sistema di valori che include la solidarietà e il rispetto degli altri. Incontro di continuo centinaia di ragazze e ragazzi, e non condivido la rappresentazione che se ne da. Pochi episodi, a volte gravi, sono usati per mettere un marchio sulle giovani generazioni senza considerare le migliaia di ragazze e ragazzi che studiano, lavorano, hanno valori profondi, fanno volontariato e si impegnano nelle attività culturali. In questo caso vale il principio per cui fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Invece bisogna fare attenzione alla foresta che cresce.

Per fortuna, diversamente da come la pensano gli adulti, sono vive in voi le parole di Bob Dylan: “Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro”.

Penso ai vostri coetanei di Addio Pizzo: hanno scelto di fare acquisti solo presso i negozianti palermitani che rifiutano di versare denaro alla mafia. Quei ragazzi stanno restituendo a degli imprenditori la loro libertà, quella di agire lealmente sul mercato.

Il Partito Democratico ha bisogno dei vostri sogni, delle vostre speranze, della vostra voglia di futuro. Deve avvicinarsi a quelli che oggi hanno sfiducia nella politica. Dobbiamo dirgli assieme di “essere loro la politica”, come hanno fatto i loro coetanei candidatisi ed eletti alla nostra Assemblea Costituente.

Per questo spero che in primavera si possano tenere le primarie dei giovani, aperte agli italiani nuovi e ai nuovi italiani, quegli immigrati di seconda generazione a cui si devono riconoscere diritti certi. È necessario che i giovani possano da subito sperimentare il confronto, e il meccanismo delle primarie mi sembra quello ideale.

Non per descrivervi, come fanno spesso gli istituti di ricerca, né per dare di voi la rappresentazione che vogliamo, la copia in sedicesimo di altre strutture, replicandone pregi e difetti.

Vorrei definissimo assieme le regole per partecipare, poi le primarie di primavera faranno venire alla luce la ricchezza nella diversità, la capacità di portare in politica, prendendole a prestito dalla vita di tutti i giorni, le vostre esperienze di comunità: a scuola, in rete, nelle università, nelle associazioni, sui luoghi di lavoro, per poi vedervi partecipare alla vita del Pd in base alle vostre capacità e conoscenze e non per una compensazione anagrafica.

Penso alle migliaia di professionisti in maggioranza “under 30” che lavorano nelle aziende italiane confrontandosi quotidianamente con la flessibilità, alle decine di factory che portano avanti progetti culturali creati e seguiti da giovani di talento, ai ricercatori universitari che sanno benissimo come il sapere dovrebbe stare a cuore ad ogni parte politica, ai tanti giovani che hanno smesso di studiare e lavorano duramente senza interessarsi di politica perché pensano che non discuteremo mai di quello di cui parlano la sera a tavola: le tasse, come arrivare a fine mese, i problemi dell’assistenza sociale.

Non so ancora come sarà questo movimento. Lo decideremo assieme.

Di sicuro dovrà partire dalla Sinistra Giovanile e dai giovani della Margherita. Di sicuro dovrà coinvolgere i ragazzi che rappresentano una risorsa per il Paese e che hanno voglia di affacciarsi per la prima volta alla politica. Persone che sono nate senza conoscere i grandi partiti da cui proveniamo.

Per questo immagino una costellazione di strumenti, più cose diverse, per parlare a più ragazzi possibile. Per questo immagino un movimento nuovo, aperto, una rete fatta di nodi interscambiabili, in grado di sollecitare e valorizzare anche in politica le energie che vi contraddistinguono. Una rete che si rivolgerà ai giovani in tanti modi: dall’agorà di internet e dagli incontri sul territorio, fino a una webradio, cortometraggi, mobilitazioni via sms.

Le primarie di primavera arricchiranno il Partito Democratico dei giovani italiani, e delle loro idee rendendolo ancora di più una forza innovativa e contemporanea.

Per questo il futuro sarà soprattutto il vostro.

La scommessa è fare, insieme, un paese diverso, un’Italia nuova.

Walter Veltroni
14 ottobre 2007
A urne chiuse...dite la vostra!
POLITICA
In alcune parti d'Italia si sta ancora votando, ma in molte città l'orario delle 20 è rispettato. Questa notte insieme al Comitato anche il sito farà gli straordinari. Teneteci compagnia dalla rete, raccontateci le vostre impressioni sulle primarie.

PS: ieri andando a Ventotene abbiamo consegnato tutti i commenti sull'alfabeto democratico a Veltroni. Le prove sono qui. E naturalmente avevamo seguito con piacere l'inziativa del pd Fucecchio, i nostri primi ispiratori.
24 settembre 2007
Il PD sorprenderà e spiazzerà
POLITICA

Non so quale sarà l'esito della consultazione del 14 ottobre, ma di una cosa sono certo, e la voglio dire sin d'ora perché tutti l'abbiano chiara: il PD sarà un partito che sorprenderà e spiazzerà, perché farà scelte non
classificabili secondo i canoni tradizionali della politica italiana. Farà scelte sulla base della capacità delle sue decisioni di dare risposte concrete e non ideologiche alle domande reali degli italiani.
E sarà un partito pluralista, perché un grande partito è per definizione tale; ma non sarà un partito di "ex", perché dal 15 ottobre comincia un'altra storia: nasce un partito nuovo, un luogo dove ci sarà una pluralità
di punti di vista, di teste, di culture, ma senza ossificazioni, senza correnti.
E a un qualsiasi ragazzo che entrerà in una sede del Partito Democratico, tanto per capirci, nessuno dovrà mai permettersi di chiedere con chi si schiera, "da che parte sta". Quella che comincerà, ripeto, è un'altra
storia.

Walter Veltroni

21 settembre 2007
E intanto a via della Lega Lombarda...
POLITICA

Mancano poco più  di 3 settimane al 14 ottobre e l'attenzione cresce di continuo: speriamo sinceramente che le primarie si trasformino davvero in una grande festa con tantissimi
partecipanti. Giovani, anziani, italiani, immigrati, lavoratori, appassionati di politica e persone che operano nel volontariato,nell'università, studenti e professori, professionisti e lavoratori dipendenti. Insomma il partito democratico dovrà essere, come ha detto Veltroni, il partito di
tutti coloro che vorranno contribure a costruirlo.
Qui al comitato ogni giorno tantissime persone chiamano, chiedono, si informano e vogliono partecipare: ci sono anche le critiche e quelle tentiamo di ascoltarle tutte;per questo speriamo che vadano a votare alle  primarie anche quanti manifestano la loro insoddisfazione verso la "politica" nel suo complesso. 
Mentre Veltroni percorre l'Italia con Franceschini, illustrando le proposte per fare del Pd qualcosa
di veramente nuovo, qui i volontari si affollano fino a tardi. È bello vedere tanti giovani passare le ore  qui,impegnatissimi tra telefonate, documenti da ultimare, riunioni e molto altro. C'è tanto entusiasmo.
Le idee che vengono sono a volte sorprendenti. I ragazzi stanno lavorando sulle inziative rivolte alle ragazze e ai ragazzi che per la prima volta potranno votare a 16 anni. Cerchiamo di coinvolgerli, non solo come elettori.
L'appuntamento è per il 27 Settembre, per saperne di più, come sempre, continuate a seguire www.lanuovastagione.it

Vinicio Peluffo
Alberto Losacco

31 agosto 2007
2 risposte ad Eugenio Scalfari sul PD
POLITICA
 Nel suo argomentato articolo del 26 agosto, Eugenio Scalfari ha chiesto di conoscere la mia opinione su “due temi specifici che il nuovo partito deve con urgenza affrontare”.

Il primo riguarda l’opportunità di eleggere i segretari regionali contestualmente a quello nazionale. Quando se ne è discusso, nel Comitato dei 45 che ha stilato le regole per il 14 ottobre, ho espresso con franchezza la mia contrarietà a questa ipotesi. La ragione a favore della contestualità è di natura pratica: assicurare da subito una guida certa al Pd, non solo a Roma, ma anche a livello regionale. Il rischio che paventavo è la dispersione del confronto politico nazionale, su identità culturale, profilo programmatico e fisionomia organizzativa del nuovo partito, in venti dispute regionali sugli assetti del potere locale. Come è noto, il Comitato dei 45 ha deciso per la contestualità.

Il secondo tema affrontato da Scalfari è tutt’altro che specifico: è uno dei nodi cruciali con i quali la Costituente del Pd dovrà confrontarsi. Si potrebbe riassumerlo così: come evitare che una forma-partito che si ispiri in modo convinto e deciso a principi di autonomia e federalismo, si traduca nei fatti nella costruzione di un’organizzazione frammentata e priva della necessaria visione comune, facendo così venir meno quella funzione di unificazione nazionale che è una delle ragioni storiche che hanno reso necessaria la costruzione del Pd. In fondo, è questa una delle principali specificazioni del problema generale col quale deve confrontarsi ogni partito riformista: come conciliare la funzione della rappresentanza democratica, del forte radicamento nella società, che corre sempre il rischio di diventare statico e conservatore, con l’obiettivo della trasformazione sociale e politica, a sua volta esposto al rischio dell’astrattezza elitaria e velleitaria. Bisognerà definire soluzioni statutarie a problemi di tale rilevanza, anche se credo che a contrastare i rischi maggiori possano aiutare regole interne adeguate, che prevedano ad esempio la contendibilità delle leadership anche locali e un rigoroso limite ai mandati, insieme alla chiarezza con cui perseguire gli obiettivi dell’aderenza alle peculiarità locali e della coerenza con il disegno politico nazionale. Non sarebbe accettabile, tanto per essere netti, che rispetto a tale disegno venissero avanzate a nome del Partito democratico, a livello locale, proposte di alleanze contrastanti dal punto di vista politico o morale. Su questo, come sugli altri aspetti della forma che dovrà assumere il nuovo partito, sto raccogliendo specifiche proposte da offrire al dibattito costituente. Penso tuttavia che all’esigenza prospettata da Scalfari, quella di ricondurre la frammentazione del paese “ad un concetto di unità della nazione e di visione dello Stato” il Pd potrà rispondere solo se riusciremo nell’impresa, al tempo stesso politica e culturale, di fare di questo obiettivo storico la cifra dell’impegno di una nuova classe dirigente, vasta e diffusa.

Walter Veltroni

1 agosto 2007
Un benvenuto dal Comitato Walter Veltroni per il Partito Democratico
Non assegnata
E’ partito il conto alla rovescia per le primarie del Partito Democratico.

Saranno giorni intensi per quanti vogliono vivere questa
straordinaria occasione di partecipazione, per quanti credono nella costruzione di un soggetto nuovo della politica italiana, capace di guidare le trasformazioni del presente e di guardare con fiducia al futuro.

Sarà per tutti, ne siamo convinti, una grande avventura alla quale ognuno è chiamato a concorrere, portando le proprie idee, il proprio entusiasmo , la voglia di farsi sentire e di fare un pezzo di strada insieme ad altri.

Il Comitato si è già messo in moto, con un bel gruppo di volontari (soprattutto ragazze e ragazzi), ed è a
disposizione di quanto si muove in tutto il territorio nazionale a sostegno della candidatura di Walter Veltroni a segretario del Partito Democratico, in ticket con Dario Franceschini.

Cerchiamo altre persone che vogliano partecipare a questa esperienza, direttamente nel comitato nazionale oppure nei comitati che si stanno costruendo a livello regionale e nelle città.

Cerchiamo suggerimenti, proposte, energia e voglia di fare.

Se guardi con interesse alla costruzione del Partito
Democratico, se pensi che il 14 ottobre la scelta giusta sia WalterVeltroni e se hai un po’ di tempo, dacci una mano.

Insieme possiamo fare molto, con passione e leggerezza, con un po’ di fantasia e di organizzazione.